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Un mio commento all’articolo pubblicato sulla Stampa il 22 luglio 2025 dal titolo “Svuotacarceri, cosa ha approvato il governo: moduli prefabbricati e 10 mila detenuti verso le misure alternative”

“Ecco Prefabbricati e scaricabarile: la scandalosa farsa del “decreto svuota carcere”

Siamo alla commedia dell’assurdo, scritta male e recitata peggio. Le carceri italiane scoppiano, i suicidi aumentano, le condizioni sono indegne di un Paese civile… e la trovata del governo è infilare qualche modulo prefabbricato in come svolta ciò che non è altro che un insulto alla dignità umana.

Parlano di “misure alternative” come se stessero varando una riforma strutturale della giustizia penale, ma la verità è che puntano a spostare alla meno peggio poche migliaia di detenuti — solo quelli con pene residue inferiori a 24 mesi e senza reati ostativi — lasciando in cella decine di migliaia di persone ammassate come bestiame. È una pezza di cartone messa su una voragine, spacciata per grande conquista.

“Moduli prefabbricati”: la vergogna fatta cemento

Ma davvero nel 2025 un governo crede che basti tirare su quattro prefabbricati per dire di aver risolto il sovraffollamento? Davvero pensano che un container con le sbarre equivalga a dignità? È una toppa oscena che puzza di propaganda: non affronta nulla del vero problema — mancanza di personale, strutture fatiscenti, programmi seri di recupero e reinserimento.

I numeri come fumo negli occhi

Il ministro Nordio si riempie la bocca con “10.000 detenuti” da trasferire in misure alternative, ma è un numero tirato a casaccio che serve solo a rassicurare l’opinione pubblica. In realtà, anche se tutto filasse liscio (e non filerà), resterebbero decine di migliaia di persone costrette in celle sovraffollate, in condizioni disumane,mentre si continua a parlare di task force e controlli “rafforzati” come se bastasse cambiare la firma in fondo a un registro per risolvere una tragedia.

Niente coraggio, solo codardia politica

Neanche l’ombra di un indulto o un’amnistia: troppo scomodo per chi governa, che preferisce passare il tempo a contare i giorni di pena residua come ragionieri senz’anima. Niente investimenti veri, niente assunzioni straordinarie, niente piani di edilizia carceraria strutturale. Solo l’ennesimo scaricabarile burocratico, mentre la bomba sociale del carcere continua a ticchettare.

La frase indecente sui suicidi

E poi la perla: sostenere che il sovraffollamento “aiuta a evitare suicidi” perché ci sono più occhi in cella. È qualcosa di orrendo persino da pronunciare: giustificare l’inferno quotidiano come se fosse una misura protettiva. Nel 2024 si sono registrati 88 suicidi in carcere, un record negativo. Qui non siamo solo all’inadeguatezza politica: siamo alla perdita di ogni barlume di coscienza morale.

Questo decreto non è una riforma, è una coperta corta e marcia sbandierata come panacea, un insulto all’intelligenza e alla giustizia. Non cambierà nulla: chi è dentro continuerà a vivere come in una stiva; chi è fuori continuerà a sentirsi rassicurato da numeri falsi; e chi governa potrà dire di “aver fatto qualcosa” quando in realtà non ha avuto il coraggio di fare nulla.

Siamo stanchi di questa ipocrisia. E francamente, anche indignarsi comincia a sembrare troppo gentile.

Elena Lepre